Derivati Finanziari: definizione

I mercati over the counter, ovvero tutta quella parte di mercato che si svolge al di fuori delle regolamentazioni borsistiche ufficiali, prevede anche, diffusamente, l’utilizzo di un particolare tipo di contratto finanziario. Quest’ultimo si manifesta come uno strumento attraverso il quale il prezzo finale del contratto stesso sarà definito e legato al valore di uno o più beni presenti sul mercato.

In economia si parla, in questi casi, di strumento derivato, ovvero di un contratto stipulato tra due parti che deve, tuttavia, rispettare alcuni criteri specifici. Tale contratto finanziario, infatti, prevede lo scambio di un titolo il cui valore di mercato è quello che determinerà poi il prezzo finale del contratto. Un altro dei criteri da tenere in considerazione è il significato che assume in questo contesto l’aggettivo “derivato”, poiché è proprio questo termine che spiega come il valore del contratto finanziario vada di pari passo con il verificarsi di un evento futuro (cioè il cosiddetto sottostante del prodotto derivato) fino a generare il “pay-off”, ovvero il risultato finanziario.

Altri criteri da rispettare sono quelli che riguardano la natura intrinseca che distingue un derivato.

Essi riguardano il rapporto del derivato con il sottostante, che a sua volta può essere di tipo finanziario o di tipo creditizio, la totale assenza di un iniziale investimento, a differenza di quello che accade per altri generi di contratto in cui tale investimento è necessario, e la sua dipendenza da date/eventi futuri.

Derivati Finanziari: cosa sono

Riassumendo quanto espresso finora, si parla di derivati finanziari quando si intende un contratto che esegue prestazioni monetarie a seguito dell’andamento del prezzo di un’attività sottostante finanziaria di qualunque tipo.

Legato al più generico concetto di derivato finanziario, c’è quello espresso dal termine inglese commodity derivatives, il quale si riferisce per lo più ad attività sottostanti ma reali, cioè prodotti fisici primari quali beni di consumo o materie prime.

Non trattandosi di contratti legati all’andamento del mercato, la funzione che assolvono i derivati è prettamente utilitaristica, e il guadagno avviene successivamente ad una previsione basata su alcuni indici di prezzo che ne caratterizzeranno il futuro andamento.

Quotazioni di titoli, tassi d’interesse o di cambio tra valute diverse, prezzi di merci o di materie prime: indipendentemente da quali siano gli indici di prezzo in gioco, il derivato non perderà mai la sua natura di strumento finanziario acquistabile da chiunque.

Lo “scommettitore” in questione può raggiungere un guadagno solo seguendo l’andamento del prodotto derivato da cui trae il valore.

Potenzialmente questo tipo di mercato è aperto a tutti, ma come in tutti i casi sussiste comunque un certo valore di rischio, in questo caso direttamente collegato al risultato positivo o negativo dell’operazione sottostante e, quindi, all’effetto sul derivato stesso.

Derivati Finanziari: tipi di contratto

1. Contratto Forward

Nei mercati OTC, si tratta di un tipo di contratto a termine, su vendita/acquisto, di tipo simmetrico, ovvero entrambi i contraenti sono vincolati ad una prestazione monetaria entro una data di scadenza prestabilita. Questo significa che la convalida di un contratto di tipo Forward avviene in una determinata data durante la quale si verifica la consegna dell’oggetto del contratto stesso, mentre il prezzo di tale consegna è definito a monte durante la stipula del contratto.

Il compratore assume una posizione detta “lunga”, il venditore, al contrario, assume una posizione definita “corta”, ed entrambi sono vincolati al rispetto dei termini del contratto per ciò che concerne l’acquisto dell’attività e dell’attività sottostante, in una certa data e a un certo prezzo.

Sussiste anche un particolare caso in cui le due parti si scambiano, alla scadenza del contratto, la differenza tra un tasso fisso e un tasso variabile di mercato relativo alla durata del contratto.

Il periodo che intercorre tra la data di stipula del contratto e la data a partire dalla quale iniziano a decorrere gli interessi è quello che definisce questo tipo di contratto che prende il nome di Forward Rate Agreement (FRA).

2. Contratto Financial Futures

A differenza dei Forward, questo tipo di contratto si sviluppa sui mercati regolamentati e interessa la gestione del rischio. A questo proposito, oltre alle figure del venditore e dell’acquirente, che si scambiano una quantità di uno strumento a un prezzo e in una data predeterminati, compare la figura del clearing house, ovvero quella di un garante che, in caso di liquidazione del contratto, assume il ruolo di compratore o acquirente a seconda del corrispondente con cui interagisce.

Il clearing house, in quanto appunto garante della transazione, richiede ad entrambi i contraenti una garanzia, il cosiddetto margine di garanzia, stabilito in modo proporzionale alla percentuale del valore del contratto, percentuale ricavata, a sua volta, dalla variazione massima giornaliera che il contratto è in grado di registrare.

A causa della presenza della clearing house, funzione che in Italia viene adempiuta dalla Cassa di compensazione e garanzia (CC&G), si limita il contratto Futures solo a quei soggetti che possono effettivamente soddisfare le obbligazioni richieste.

3. Contratto Swap

Simile al contratto Forward per il settore di mercato in cui agisce, ovvero l’OTC, lo Swap tratta come oggetto del contratto i tassi di interesse e di valute.

I contraenti effettuano, in un certo arco di tempo, degli scambi di denaro non equivalenti tra loro, bensì definiti dal differenziale tra pagamento a debito e a credito: il compratore esborsa a un tasso fisso, il venditore corrisponde secondo un tasso variabile.

4. Opzioni

Tutti i tipi di contratti finora riassunti rientrano nella categoria dei contratti simmetrici, ovvero quelli che prevedono gli stessi obblighi per entrambe le parti in causa. Le Opzioni, al contrario, sono contratti di tipo asimmetrico, secondo cui il vero potere decisionale, per quanto concerne l’esecuzione di un’operazione, è detenuto dalla figura del compratore, previo pagamento di un premio.

Questo implica che il venditore, dopo aver incassato tale somma preliminare, è vincolato alle decisioni future de compratore.

Brevemente elencheremo i tipi di contratti Opzione: “Call”, “Put”, “In the money”, “At the money”, “Out of the money”, “Deep in/out of the money”. In ognuno di questi casi è sempre il compratore che la facoltà di decidere come proseguire la contrattazione.

Esattamente come avviene per altri contratti, anche quelli con opzione detengono un certo grado di valore che può essere intrinseco dell’opzione, ovvero quello che assume alla scadenza del contratto, o temporale, dato dalla differenza tra prezzo dell’opzione e valore intrinseco, in relazione a tasso di interesse, distanza dalla data di scadenza e attività sottostante.

Conclusioni

Trattare con dei contratti che hanno per oggetto strumenti derivati implica entrare in una branca del mercato ad alto tasso di rischio. Così come è veloce e potenzialmente facile la possibilità di un guadagno, occorre sempre tenere conto dell’alto grado di volatilità del capitale in caso di fallimento o errato calcolo dell’andamento degli indici di prezzo.

Occorre quindi essere certi di poter misurare e gestire i rischi e sapere che sussistono autorità apposte atte a vigilare sula corretta esecuzione contrattuale e gestione dei patrimoni.

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